TRATTAMENTO PSICOFARMACOLOGICO

Gli obiettivi della farmacoterapia nei Disturbi dello Spettro Autistico sono:

  • Integrazione tra interventi educativi, riabilitativi, psicosociale e farmacologico
  • Alcuni sintomi associati o presenti in coomorbidità nei DSA possono ridurre l’efficacia ed invalidare i provvedimenti riabilitativi
  • Attenuando l’intensità di questi sintomi, possiamo favorire gli interventi di tipo riabilitativo e l’integrazione
  • DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO
    trattamenti farmacologici

Se dopo attenta e dettagliata osservazione del soggetto, in diversi contesti, emerge che i comportamenti problematici possono limitare l’adattamento e la qualità di vita occorre prendere in considerazione l’integrazione con un INTERVENTO PSICOFARMACOLOGICO. La terapia farmacologica è basata sul sintomo, non essendo noti i meccanismi neurobiologici sottostanti. Non abbiamo alcun dato circa l’influenza del trattamento farmacologico sulla storia naturale della patologia: certamente, però, quando funziona, può essere utile per la gestione del paziente. La notevole eterogeneità clinica all’interno dei disturbi dello Spettro non permette orientamenti chiari.

 

Gli obiettivi specifici della terapia psicofarmacologica sono:

  • sintomi tipici della sindrome
  • sintomi associati (comorbidità)

Il trattamento deve essere preceduto da una attenta analisi funzionale che evidenzi i “sintomi bersaglio”.

Possibili sintomi bersaglio sono:

  • Iperattività, inattenzione
  • Comportamenti ripetitivi
  • Aggressività, autolesionismo, distruttività
  • Agitazione psicomotoria
  • Compromissione dell’interazione sociale

Disturbi comportamentali:

  • Malessere fisico non riconosciuto, costipazione, fenomeni epilettici non evidenziati
  • Incapacità a comprendere la realtà circostante ed comportamenti altrui
  • Difficoltà comunicative rispetto a bisogni, desideri
  • Difficoltà di apprendimento
  • Difficoltà di adattamento con i pari
  • Fattori psichiatrici/comorbidità: psicosi, alterazioni dell’umore, depressione, ansia, fenomeni ideativi etc…

Non esistono farmaci in grado di modificare in modo sostanziale i sintomi essenziali («core») del disturbo, ed anche se alcuni farmaci hanno dimostrato efficacia su diversi comportamenti problema, non è possibile definire relazioni terapeutiche specifiche. Si ricorre ad un farmaco dopo aver escluso ogni tipo di possibile intervento non farmacologico e dopo aver considerato:

  • Linee guida nazionali e/o internazionali
  • Letteratura
  • Rapporto costi/benefici
  • Farmacoterapia nei Disturbi dello Spettro Autistico

Dati epidemiologici mostrano che dal 30 al 50% di bambini ed adolescenti con DPS assume per almeno un anno un farmaco psicotropo (Aman et al 2010); circa il 56% di pazienti con DSA assume trattamenti psicofarmacologici (Mandell et al., Pediatrics, 2008); si registra una frequenza delle prescrizioni tra il 32% e l’89% (Debel et al , 2015).

I FARMACI sono parte integrante del programma di interventi incentrati sulla PERSONA: in modo particolar,e nei DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO, un trattamento farmacologico va sempre condiviso con l’EQUIPE MULTIDISCIPLINARE e come per ogni intervento ne va condiviso RAZIONALE e OBIETTIVO.

Alcune considerazioni conclusive

  • L’efficacia della terapia psicofarmacologica nell’autismo è comprovata, ma al tempo stesso limitata.
  • L’intervento farmacologico deve sempre essere inserito all’interno di un progetto terapeutico multidisciplinare personalizzato.
  • La valutazione di eventuali co-morbidità organiche e psichiatriche rappresenta un punto di partenza imprescindibile.
  • Bisogna monitorare nel tempo sia il miglioramento sintomatologico, sia eventuali effetti collaterali.
  • Bisogna essere sempre pronti a riconsiderare la propria prescrizione farmacologica sulla base della risposta del singolo paziente.