DISTURBI ASSOCIATI

Neaclinic fornisce valutazioni e trattamenti basati sull’evidenza per le diverse condizioni associate all’Autismo:

Ansia   –     Disturbo ossessivo-compulsivo  –    Fobie  –     Disturbi dell’umore

 

Un´alta percentuale di persone con autismo soffre di depressione e disturbi d´ansia. Tra gli adolescenti e bambini autistici i disturbi d´ansia sembrano piuttosto comuni, con una percentuale compresa tra il 42% e l´80%. Gli interventi più efficaci sono il DRI comportamentale, l’esposizione graduale.

L´esposizione graduale consiste nell´individuare gli eventi temuti, costruire una gerarchia degli stessi secondo un livello crescente di paura elicitata e nell’esporre l’individuo che beneficia del trattamento agli stessi, progredendo da quelli a più bassa intensità emotiva a quelli con più alta intensità emotiva. Nelle persone con autismo, in particolar modo in assenza di linguaggio, va prestata molta attenzione alla selezione degli eventi temuti e alla successiva esposizione agli stessi, in quanto questi pazienti non sono in grado di riportare con esattezza i propri livelli di paura rispetto agli eventi. Sì utilizzerà quindi una certa prudenza nel procedere dai livelli più bassi verso quelli più alti della gerarchia, in modo da ridurre il rischio di evasione dal compito e di condizionamento aversivo delle persone, dei materiali e dei luoghi coinvolti nell´esposizione.

Il rinforzo differenziale di comportamenti incompatibili (DRI) va adottato soprattutto quando il paziente utilizza dei modi disfunzionali per ridurre gli stati ansiosi, quali comportamenti auto o eteroaggressivi e/o autostimolazioni che compromettano significativamente il suo livello di funzionamento. Il DRI consiste nella riduzione dei comportamenti problema, mediante rinforzo di comportamenti funzionali incompatibili con il comportamento problema (Cooper, Heron e Heward, 2014). È importante che i comportamenti alternativi selezionati risultino rinforzanti, in modo da poter essere adottati in modo più o meno rapido e naturale dal paziente e, al contempo, siano in grado di catturarne l´attenzione distogliendola dallo stimolo ansiogeno. Ad esempio se il comportamento funzionale alla riduzione dell´ansia è “graffiarsi la cute” e il paziente ha un forte interesse per gli oggetti luminosi, è possibile insegnare al paziente ad attivare un oggetto luminoso e a manipolarlo, ogni volta che viene presentata una situazione temuta o sperimentato uno stato d’ansia.

Nel trattamento di pazienti con un adeguato livello cognitivo e buone capacità comunicative, può risultare utile integrare le strategie comportamentali su menzionate con strategie cognitive che promuovano una maggiore comprensione dei propri stati emotivi (Attwood, 2007; Moscone e Vagni, 2013), la capacità di monitorare e modificare in modo funzionale i propri pensieri disfunzionali, di riflettere sulla propria esperienza per intraprendere adeguati percorsi di azione (e.g. Rotheram-Fuller e Mac Mullen, 2011).

Infine è importante sottolineare come l´intevento focalizzato sui sintomi acquisisca maggiore efficacia se accompagnato da un trattamento psicoeducativo, che consenta all´individuo di percepirsi come un agente efficace nel proprio mondo fisico e sociale. I training finalizzati all´incremento delle abilità di autonomia, riducono la dipendenza dalle figure di riferimento e migliorano il proprio senso di competenza, favorendo la capacità di fronteggiamento dell´individuo. Allo stesso modo i training di abilità sociali promuovono abilità utili per agire in modo più efficace nel mondo sociale, riducendo il rischio di espulsione da parte del gruppo dei pari e, di conseguenza, i livelli di ansia sociale.

Disturbi alimentari

I bambini affetti da disturbo dello spettro autistico, presentano con un’alta incidenza, un quadro di problematiche legate alla sfera dell’alimentazione, le cui manifestazioni sono i comportamenti alimentari atipici. Tra i comportamenti alimentari atipici, vengono annoverati la selettività alimentare, il mangiare troppo o troppo poco,la ruminazione e la pica.

Tra questi il comportamento più associato al disturbo dello spettro autistico, con un’incidenza del 70% (nel range tra il 67 e l’83% dei bambini autistici), è proprio la Selettività alimentare (food selectivity), al punto da diventare parte del criterio diagnostico “interessi e comportamenti ristretti, ripetitivi e stereotipati” della triade autistica, di cui, oltre questo, fanno parte la compromissione dell’interazione sociale e la compromissione della comunicazione. Nello specifico la selettività alimentare si manifesta con le seguenti modalità: rifiuto di uno o più alimenti, avversione per specifici sapori, colori o consistenze di cibo, selezione di specifiche categorie alimentari. La selettività alimentare, com’è comprensibile, rappresenta un grosso motivo di disagio per le famiglie delle persone con autismo  ed è per questo che l’equipe di Neaclinic  ha riservato una attenzione specifica a queste problematiche , implementando  interventi comportamentali  per aumentare la varietà e promuovere un’alimentazione sana tra i bambini con disturbo dello spettro autistico.

Il tipo di intervento da effettuare (desensibilizzazione sistematica, condizionamento operante ecc) per trattare un aspetto tanto delicato viene stabilito e programmato  dopo una attenta valutazione finalizzata alla comprensione della o delle funzioni di tali condotte ed è dunque personalizzato caso a caso, in accordo con i genitori, sulla base delle esigenze della famiglia, che viene e opportunamente coinvolta nel trattamento.

Disturbi del sonno

I disturbi del  sonno sono frequentemente riferiti  dai genitori o dai caregiver dei bambini con disturbo dello spettro autistico, con una prevalenza che può superare il 50% dei casi. Spesso sono anche riferiti agitazione notturna, co-sleeping, scarsa igiene del sonno e risveglio finale precoce. L’insonnia in questi bambini è in realtà legata a un’alterazione precoce del ritmo circadiano e della fisiologica secrezione della melatonina. Inoltre, in una minoranza dei casi, l’insonnia comportamentale può essere la spia di un altro disturbo del sonno come i movimenti periodici in sonno, le apnee ostruttive, il bruxismo e l’epilessia. Dopo aver escluso la presenza di altri disturbi del sonno, il trattamento d’elezione per l’insonnia comportamentale nei bambini con disturbo dello spettro autistico è duplice: la terapia comportamentale/Parent training in cui assumono fondamentale importanza le “routine dell’addormentamento” e la creazione di un ambiente adeguato per favorire l’addormentamento e  l’ igiene del sonno,  eventualmente associata con la melatonina ,sotto la supervisione del Neuropsichiatra.

Comportamento auto ed etero aggressivo

La maggior parte dei bambini con autismo non sono aggressivi, ma molti di essi agiscono condotte etero e auto aggressive  quando devono affrontare situazioni difficili o quando non ottengono ciò che vogliono. Essi non reagiscono in questo modo per creare difficoltà, ma perché non sanno in quale altro modo reagire. Adottando alcune semplici strategie è possibile aiutare un bambino affetto da autismo a limitare le crisi emotive e i capricci e perfino ad aumentare il suo autocontrollo. Dopo  attente osservazioni, interviste e valutazioni delle funzioni dei comportamenti problematici, , l’equipe mette a punto interventi  comportamentali utilizzando strategie principalmente finalizzate all’insegnamento della comunicazione funzionale semplice e complessa, all’insegnamento delle risposte di tolleranza e all’incremento della compliance alle richieste degli altri, con effetto di significativa riduzione delle condotte problematiche